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Luraghi, Giuseppe Eugenio

Luraghi, Giuseppe Eugenio (1924 - 1993)

364 unità archivistiche collegate (totale del complesso)

Archivio

Metri lineari: 4.0

Consistenza archivistica: 364 unità archivistiche conservate in 19 scatole di legno

Abstract:

L’Archivio Giuseppe Eugenio Luraghi conserva le “carte culturali” donate dalla famiglia al Centro Manoscritti (le carte “economiche” sono invece conservate persso l’Università Bocconi).
L’organizzazione delle carte mutua l’impostazione adottata dallo stesso Luraghi e dai familiari che ne hanno ordinato le carte prima della donazione:
1 – Corrispondenza con artisti;
2 – Corrispondenza con letterati;
3 – Carte relative a Rafael Alberti (Corrispondenza con Rafael Alberti, Corrispondenza su Rafael Alberti), Articoli di giornale e bozze;
4 – Carte relative a Candido Portinari (Corrispondenza con Candido Portinari e la famiglia, Corrispondenza su Candido Portinari, Mostra su Candido Portinari, Articoli di giornali e bozze);
5 – Scritti letterari di Giuseppe Eugenio Luraghi (Opere; Corrispondenza con editori);
6 – Edizioni della Meridiana (Corrispondenza, Amministrazione, Contabilità, Rassegna stampa).

Notizie sull’intervento
L’intervento sulle carte, iniziato nel febbraio 2017 e concluso nel novembre 2017 e ha tenuto conto della situazione sopra descritta.
È stato valutato come particolarmente significativo e attendibile l’intervento effettuato, con competenza, passione e profonda conoscenza del soggetto produttore, dala figlia di Luraghi, Marina e dal genero Pablo Rossi, al momento della donazione.
Il principio ispiratore del presente riordino si è dunque proposto di coniugare l’attenzione e il rispetto di quanto già realizzato con la necessità di procedere a un’iventariazione analitica delle carte e di produrre uno strumento di corredo informatico che permettese di valorizzare al meglio il fondo.
L’archivio letterario di Giuseppe Eugenio Luraghi, conservato in parte presso il Centro manoscritti e in parte presso la Bocconi (oltre che, presumibilmente, in parte presso la famiglia per quanto riguarda le carte più personale di Luraghi, che non compaiono in questo lavoro e che non figurano neanche nell’elenco di consistenza presente sul sito dell’Università Bocconi), presenta inoltre la particolarità di costituire una vera miniera di informazioni e valutazioni critiche sulla letteratura italiana ed europea del Secondo Dopoguerra. Uno strumento di lavoro in continuo aggiornamento; un’autentica “officina” luraghiana, fedele specchio delle attività di una personalità instancabile e dai numerosissimi interessi.
Per dare conto di tutto ciò si è pensato di mantenere l’ordine delle carte già presente, a eccezione di errori di collocazione e attribuzione.
Si è proposto, in primo luogo, di organizzare la sezione per serie archivistiche definite con i responsabili del Centro, creando sei serie principali (dove necessario ripartite in sottoserie):
1 – Corrispondenza con artisti;
2 – Corrispondenza con letterati;
3 – Carte relative a Rafael Alberti (Corrispondenza con Rafael Alberti, Corrispondenza su Rafael Alberti), Articoli di giornale e bozze;
4 – Carte relative a Candido Portinari (Corrispondenza con Candido Portinari e la famiglia, Corrispondenza su Candido Portinari, Mostra su Candido Portinari, Articoli di giornali e bozze);
5 – Scritti letterari di Giuseppe Eugenio Luraghi (Opere; Corrispondenza con editori);
6 – Edizioni della Meridiana (Corrispondenza, Amministrazione, Contabilità, Rassegna stampa).
Alla fine del riordino sono state prodotte 364 unità, conservate in 19 scatole lignee.
La ripartizione delle 364 unità nelle serie e sottoserie è sintetizzata nella tabella 1, presente nelle prossime pagine.
Durante l’inventariazione sono stati eliminati materiali potenzialmente dannosi per le carte (graffette, plastiche, elastici); ogni unità archivistica è stata raccolta da una fascetta di carta non acida su cui è stata apposta un’etichetta (vedi foto 4 e foto 5).
Per migliorarne la conservazione le unità sono state fisicamente inserite in 64 fascicoli, su cui è
a apposta un’etichetta che riporta le unità conservate (per l’elenco del contenuto dei fascicoli si veda la Tabella 2 presente nelle prossime pagine).
Nella Tabella 3 sono invece indicate le diverse serie e segnature contenute da ciascuna delle 19 scatole.

Per quanto riguarda la descrizione, si è riportato per ogni fascicolo il cognome e il nome del corrispondente, la data topica e cronica di tutte le lettere, le cartoline e i biglietti contenuti. Si è anche segnalato altro materiale eventualmente presente. Si sono poi riportati gli estremi cronologici finali dei documenti contenuti, la consistenza e la collocazione.
Nel caso di corrispondenti costituiti da case editrici, riviste, periodici, enti e istituzioni, si è riportata la denominazione presente nelle carte intestate e si è proceduto nella descrizione come per i corrispondenti personali.

CARTE DI GIUSEPPE EUGENIO LURAGHI
Le carte “letterarie” del fondo Giuseppe Eugenio Luraghi, al momento dell’inizio dei lavori, erano conservate all’interno di 17 faldoni (oltre ai 5 faldoni della Meridiana) e suddivise in ulteriori due sezioni, denominate convenzionalmente secondo i colori della segnatura esterna ai faldoni:
Sezione blu: 6 faldoni, per un totale di 26 fascicoli, contenenti la documentazione relativa ai rapporti di Eugenio Luraghi con artisti e letterati. Particolare rilevanza ha il carteggio tra Luraghi e il poeta Rafael Alberti (di cui Luraghi fu amico e traduttore, anche per le Edizioni della Meridiana) e con il pittore brasiliano Candido Portinari. Il carteggio tra il pittore brasiliano Portinari costituiva un nucleo particolarmente significativo della sezione, sia per consistenza (14 fascicoli su 26) che per il ruolo di “divulgatore” che Luraghi svolse nei confronti di un artista celeberrimo in Brasile ma poco conosciuto in Italia; Luraghi fu anche promotore e organizzatore di un’importante mostra di Portinari tenutasi a Milano nel 1963.
Sezione rossa: 11 faldoni contenenti la documentazione relativa all’attività letteraria di Eugenio Luraghi e ai suoi rapporti con editori.
L’intervento di riordino della documentazione da parte degli archivisti CAeB si è posto l’obiettivo, in primo luogo, a dividere le due sezioni in serie ben definite.
A seguito dell’intervento di riordino e descrizione risultano presenti 5 serie così strutturate:

Serie 1 − Corrispondenza con artisti: la serie è composta di 13 unità archivistiche relative alla corrispondenza di Eugenio Luraghi con artisti o, in qualche caso, con personalità del mondo grafico o artistico, come per esempio, Ettore Gian Ferrari della Galleria Gian Ferrari di Milano.
Particolare rilevanza presenta il carteggio con Manuel Kantor, artista giramondo, di cui Luraghi curò la presentazione del volume Disegni di Kantor.
Tra le carte relative a Manuel Kantor conservano anche 8 cataloghi e 2 manifesti delle sue mostre e una raccolta di articoli di giornale relativi all’attività artistica.
Per ragioni di coerenza sono stati mantenuti nella corrispondenza con artisti i ritagli di giornale e cataloghi di Manuel Kantor, contiguamente alla corrispondenza, come li aveva conservati Luraghi; come citato nel saggio di Emanuele Vicini (p. 103 − 104, Luraghi e l’arte della Meridiana, in “Un manager fra le lettere e le arti: Giuseppe Eugenio Luraghi e le Edizioni della Meridiana”, Milano, Electa, 2005):
Un caso meritevole di citazione è quello di Manuel Kantor. L’incisore e pittore di origine argentina (1911 – 1983) avvia nel 1954 un rapporto epistolare con l’editore, grazie alla mediazione dell’amico comune Candido Portinari. […]
Il ruolo di Luraghi nella conoscenza di Kantor è determinante. A lui si deve infatti l’organizzazione dell’importante mostra milanese del 1964, la cui gestazione si può seguire analiticamente attraverso le lettere. Durante i primi mesi dell’anno si registra una corrispondenza molto fitta (una decina di lettere tra i due e altrettante di Luraghi a Ettore Gianferrari, uomo di punta della Biennale di Venezia, disposto a collaborare nella non facile ricerca di sedi e spazi adatti). […]

Per ogni fascicolo, corrispondente a un artista, è stata creata una scheda in Archimista contenente l’elenco delle lettere conservate nel fascicolo, l’indicazione della data cronica, di quella topica, e se si tratta di documento dattiloscritto o manoscritto.
Le unità archivistiche sono identificate dal numero progressivo di scheda dal numero 1 al numero 13; la segnatura archivistica definitiva è invece contrassegnata dalla segnatura LUR−01−001 alla segnatura LUR−01−013.

Particolare rilevanza presenta il carteggio con Manuel Kantor, artista giramondo, di cui Luraghi curò la presentazione del volume Disegni di Kantor.
Si conservano anche 8 cataloghi e 2 manifesti delle sue mostre e una raccolta di articoli di giornale relativi all’attività artistica.
Per ogni fascicolo, corrispondente a un artista, è stata creata una scheda in Archimista contenente l’elenco delle lettere conservate nel fascicolo, l’indicazione della data cronica, di quella topica, e se si tratta di documento dattiloscritto o manoscritto.

Serie 2 − Corrispondenza con letterati: La serie è composta di 26 unità archivistiche relative alla corrispondenza di Eugenio Luraghi con letterati.
La serie documenta fedelmente la grande capacità di Luraghi di restare in relazioni con moltissime tra le personalità più attive e significative, in vari ambiti culturali, nella seconda metà del Novecento (tra questi Carlo Bo, Piero Chiara, Alfonso Gatto, Paolo Grassi, Salvatore Quasimodo, Giancarlo Vigorelli), come citato da Gianfranca Lavezzi, (p. 69, Un letteralissimo uomo “senza lettere”, in “Un manager fra le lettere e le arti: Giuseppe Eugenio Luraghi e le Edizioni della Meridiana”, Milano, Electa, 2005):
“il segreto dei capi più in gamba è quello di non occuparsi solo del proprio lavoro. Perché alla fine è la fantasia che conta”: così afferma Giuseppe Eugenio Luraghi in un’intervista del 1978, dando implicitamente (forse non inconsapevolmente) la definizione più felice della propria poliedricità.

Per ogni fascicolo, corrispondente a un letterato, è stata creata una scheda in Archimista contenente l’elenco delle lettere conservate nel fascicolo, l’indicazione della data cronica, di quella topica, e se si tratta di documento dattiloscritto o manoscritto.
Sono presenti fascicoli contenenti gli scritti o le recensioni relative agli autori di cui si conserva la corrispondenza; in particolar modo si segnala una raccolta di articoli di giornale relativi all’attività letteraria di Leonardo Sinisgalli e una raccolta di poesie di Elvio Romero.

Le unità archivistiche sono identificate dal numero progressivo di scheda dal numero 14 al numero 45; la segnatura archivistica definitiva è invece contrassegnata dalla segnatura LUR−02−001 alla segnatura LUR−02−032.

Serie 3 − Carte relative a Rafael Alberti: è composta da 3 sottoserie di complessivi 52 unità archivistiche. La prima sottoserie contiene il carteggio tra Eugenio Luraghi e Rafael Alberti (dal 1949 al 1975). Alle carte è stato dato un ordine cronologico, dalla più antica alla più recente.
Le carte qui presenti sono state isolate da quelle contenute nei 47 fascicoli della seconda sottoserie relativi alla corrispondenza tra Luraghi e altre personalità sull’attività artistica di Alberti.Ai fascicoli è stato dato un ordine alfabetico per mittente e per ogni fascicolo è stata creata una scheda in Archimista. La scheda contiene, oltre al titolo con l’indicazione del nome del mittente, l’elenco delle lettere conservate nel fascicolo, l’indicazione della data cronica, di quella topica, e se si tratta di documento dattiloscritto o manoscritto.
La terza sottoserie è composta di 3 fascicoli contenenti i testi manoscritti e dattiloscritti di Luraghi per Rafael Alberti e una raccolta di ritagli di giornale con le recensioni relative all’attività artistica di Alberti. Per quest’ultima è stata creata una scheda in Archimista che contiene l’elenco dei ritagli degli articoli presenti, i relativi autori, la testata e la data di pubblicazione. È presente, inoltre, un fascicolo contenente una copia dattiloscritta del testo di Maria Teresa Leon, moglie di Alberti, dal titolo La historia de mi corazon.
La corrispondenza tra Giuseppe Eugenio Luraghi e Rafael Alberti è stata studiata da Gabriele Morelli, che, oltre ad aver pubblicato l’epistolario tra Luraghi e Alberti, ricostruisce con cura e puntualità i rapporti tra i due, a partire dal ruolo di traduttore e di rappresentante della poesia di Alberti in Italia svolto da Luraghi fin dal 1949 (p. 94, Luraghi traduttore di Alberti, in “Un manager fra le lettere e le arti: Giuseppe Eugenio Luraghi e le Edizioni della Meridiana”, Milano, Electa, 2005); Morelli mette inoltre in risalto il ruolo della moglie di Alberti, Marìa Teresa Leòn, ben rappresentato in alcune lettere conservate nel fondo:
[…] La prima lettera del poeta gaditano a Luraghi porta la data del 31 maggio 1949, e apre il lungo dialogo nelle due lingue, in italiano e in spagnolo, che giunge fino al 1983; dialogo in cui si inserisce anche Marìa Teresa Leòn, consorte del poeta, formando un trittico segnato da continue attestazioni di stima e gratitudine, nato dal comune interesse per la poesia e l’arte, ma anche fondate sul sentimento condiviso di un’amicizia sincera e fraterna.

A pag. 14 del volume “Eugenio Luraghi Rafael Alberti. Corrispondenza inedita (1947 – 1983)”, Milano, Viennepierre edizioni, 2005, Morelli mette inoltre in risalto il ruolo del pittore Attilio Rossi (futuro consuocero di Luraghi) e Candido Portinari (grande amico di Luraghi) come protagonisti di un legame culturale tra Sudamerica e Italia in cui Luraghi fu tramite e attore:
Alla sensibile opera di mecenatismo svolta da Luraghi a favore di Alberti, si affianca ora la presena e la collaborazione attiva del pittore Attilio Rossi, residente da alcuni decenni a Buenos Aires, fondatore e direttore grafico dell’editore Losada, amico di numerosi scrittori residenti in Argentina, tra cui Borges e Alberti. […]

Serie 4 − Carte relative a Candido Portinari: le medesime operazioni di riordino sono state eseguite per la documentazione relativa ai rapporti tra Eugenio Luraghi e Candido Portinari. La serie risulta composta di 4 sottoserie contenenti 60 fascicoli.
La prima sottoserie contiene due fascicoli relativi al corposo carteggio tra Luraghi e Portinari e tra Luraghi e la famiglia di Portinari, in particolare con la moglie Maria e il figlio Joao, dopo la morte del pittore avvenuta nel 1962 per intossicazione da piombo.
Alle carte è stato dato un ordine cronologico, dalla più antica alla più recente. Sono presenti oltre un centinaio di lettere manoscritte e dattiloscritte che presentano anche disegni del pittore sullo sfondo.
La seconda sottoserie è composta da 47 fascicoli contenenti la corrispondenza di Luraghi con altre personalità relativa all’attività di Candido Portinari.
Sono presenti, inoltre, una lettera indirizzata alla moglie di Luraghi, Liliana, dal Consigliere della Casa d’arte Finarte, poiché posteriore alla morte di Giuseppe Eugenio, e una di Berardo Rossi alla sorella Teresa Luraghi, molto vicina all’attività letteraria del fratello.
Si segnala, in particolare, la presenza di un fascicolo con il carteggio con l’ILTE – Industria libraria tipografica editrice, in particolare con il direttore generale Fortunato Postiglione, relativo ai volumi di Portinari di cui Eugenio Luraghi curò la presentazione.
La terza sottoserie è quella relativa alla mostra sull’artista organizzata a Milano nel 1963. È presente la corrispondenza con gli organizzatori della mostra, alcune fotografie, le bozze del catalogo e delle presentazioni di Eugenio Luraghi e gli indici dei disegni.
La quarta e ultima sottoserie è composta da 6 fascicoli contenenti una raccolta di articoli di giornali brasiliani e italiani relativi all’attività artistica di Candido Portinari, oltre a un fascicolo con il menabò del volume Portinari presentato da Eugenio Luraghi.

1. Scritti letterari di Giuseppe Eugenio Luraghi: la serie è composta dalla documentazione relativa alla produzione letteraria di Giuseppe Eugenio Luraghi, e ha una consistenza di 65 fascicoli, suddivisi in 3 sottoserie.
La prima sottoserie è composta dalle carte che documentano l’intera produzione letteraria di Giuseppe Eugenio Luraghi (“Gli angeli”, “I cipressi di Van Gogh”, “Stagioni”, “Don Chichote”, “Due milanesi alle piramidi”, “Miracolo a Porta Ticinese”, “Pepp Girella ai fanghi”, “Pepp Girella rapito da un disco volante”, “La Bibbia del Pepp”, “Due milanesi al balletto di Mosca”, “La storia di Roma – Pepp Girella e la politica”, “Castelli di carte”, “Poesie”, “Oh Bej Oh Bej”, “Capi si diventa”, “Le macchine della libertà”, “Milano dal quattrino al milione”, “Alfasud. Un mezzogiorno di fuoco”, “Incontri eccellenti”).
Le carte sono state trattate come in un classico archivio autorale. Per ogni opera sono stati costituiti quasi sempre 3 o 4 fascicoli: i primi due contengono i documenti dei vari stadi di preparazione, così come sono stati curati da Luraghi (manoscritto, dattiloscritto, bozza di stampa), il terzo fascicolo contiene la corrispondenza tra Giuseppe Eugenio Luraghi e diverse personalità relativa al volume in oggetto, o il carteggio con l’editore, e il quarto la rassegna stampa e le recensioni relative all’opera. In alcuni casi è presente anche la documentazione relativa alla pubblicità per l’opera.
In fondo alla prima sottoserie sono state collocate le bozze delle opere inedite di Giuseppe Eugenio Luraghi, tra cui poesie e racconti.
La seconda sottoserie è invece relativa alla corrispondenza con personalità del mondo editoriale.
Serie 6 – Edizioni della Meridiana
Le Edizioni della Meridiana vennero fondate nel 1947 da Giuseppe Eugenio Luraghi e dagli amici Angelo e Aldo Guazzoni, Leonardo Sinisgalli, Sergio Solmi, Vittorio Sereni e Gabriele Mucchi.
All’interno della redazione un ruolo importante ebbe anche la sorella di Giuseppe Eugenio, Teresa Luraghi, che curava i rapporti con gli autori, i tipografi, la distribuzione.
L’intento della casa editrice fu quello di pubblicare sia grandi maestri già affermati come Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, sia giovani talenti della poesia e della prosa d’arte, da Franco Fortini a Pier Paolo Pasolini.
Così, infatti, in una lettera del 20 dicembre 1948, probabilmente indirizzata a Vittorio Emanuele Orlando, Luraghi esponeva il programma della nuova casa editrice, cioè quello di rivelare «quanti più giovani artisti sarà possibile sostenendo la collana di quando in quando con qualche nome prestigioso scelto fra coloro che onorano le nostre lettere».
La collezione completa della Meridiana è composta di 49 volumi. All’interno si possono individuare diverse collane:
− la Collezione bianca, la collezione principale comprensiva di 36 volumi da Villa Tarantola di Vincenzo Cardarelli ai sonetti di Góngora tradotti da Gabriele Mucchi, da Eugenio Montale con Quaderno di traduzioni a Giuseppe Ungaretti con Il povero nella città. Accanto a questi le due Antologie dei poeti nuovi, la prima edizione dei Capricci di Vegliardo di Bruno Barilli, il primo libro di poesia di Toti Scialoja e le liriche di Rafael Alberti tradotte per la prima volta in italiano da Eugenio Luraghi;
− Quaderni di poesia, diretta da Vittorio Sereni, che presenta 8 volumi, pubblicati tra il 1954 e il 1955, con i nomi di Arpino, Fortini, Pasolini, Zanzotto e Cattafi;
− Collezione di critica, diretta da Sergio Solmi dal 1952 e composta da 5 volumi. Apparvero qui i contributi di Cesare Brandi, di Aldo Borlenghi, di Gianandrea Gavazzeni, di Sergio Antonielli.
È con le Edizioni della Meridiana che si esplicitano le ammirazioni e amicizie coltivate da Luraghi durante la sua vita. I contatti con autori stranieri, l’enorme volontà di portare in Italia le loro opere e la tenacia di promuoverli rivelano un intellettuale attento e vigile, capace di sintonizzarsi con l’arte contemporanea.
L’attenta veste tipografica curata dalla tipografia milanese Scotti, i ritratti degli autori presenti nel controfrontespizio e realizzati da alcuni tra i più attivi pittori italiani del secolo, la grafica attentamente curata da Gabriele Mucchi, ideatore anche del disegno dell’antiporta simbolo della casa editrice, sono segnali dell’amore incondizionato dell’editore verso l’arte e la pittura.
Le tirature dei volumi erano sempre due, una in carta normale (solitamente 300 copie di base fino ad arrivare alle 1500 per le traduzioni di Eugenio Montale) e una di pochi esemplari in carta uso mano che cambiava a seconda del prestigio degli autori (solitamente 21, numerate con le lettere dell’alfabeto, o 100 nel caso di Rafael Alberti). La collana Quaderni di poesia non avrà, invece, la tiratura di lusso.

Elenco delle opere pubblicate dalle Edizioni della Meridiana

Collezione bianca

Renzo Biason, Tempi bruciati (1948)
Vincenzo Cardarelli, Villa Tarantola (1948)
Nelo Risi, L’esperienza (1948)
Luis Góngora y Argote (traduzione di Gabriele Mucchi), Sonetti e frammenti (1948)
Eugenio Montale, Quaderno di traduzioni (1948)
Leonardo Sinisgalli, Quadernetto alla polvere (1948)
Renato Boeri, Più non torneranno al piano (1949)
Mario Tobino, ’44−’48 (1949)
Giuseppe Ungaretti, Il povero nella città (1949)
Romeo Lucchese, Pazienza e impazienza (1949)
Rafael Alberti (traduzione di Giuseppe Eugenio Luraghi), Poesie (1949)
Sandro Penna, Appunti (1950)
Adriano Grande, Fuoco bianco: 1941−1949 (1950)
AA.VV., Prima antologia dei poeti nuovi (1950)
Bruno Barilli, Capricci di vegliardo (1951)
Giuseppe Eugenio Luraghi (a cura di), Portinari (1951)
Carlo Linati, Nuvole e paesi (1951)
Giannina Vanzi Angioletti, I giorni del mio tempo (1951)
Bartolo Cattafi, Nel centro della mano (1951)
AA.VV., Seconda antologia dei poeti nuovi (1952)
Toti Scialoja, I segni della corda (1952)
Piero Bigongiari, Rogo (1952)
Giuseppe Lanza, I cigni neri (1952)
Leonardo Sinisgalli, La vigna vecchia (1952)
Jean Paulhan (tradotto da Gianna Manzini), Le cause celebri (1952)
Vittorio Bodini, La luna dei Borboni (1952)
Giorgio Orelli, Poesie (1953)
Ettore Lippolis, Testamento a Maria Catobrán (1953)
Giorgio Soavi, I genitori a teatro (1953)
Giacomo Natta, L'ospite dell'Hôtel Roosevelt (1953)
Leonardo Sinisgalli (a cura di), Pittori che scrivono: antologia di scritti e disegni (1954)
Piero Bigongiari, Il corvo bianco (1955)
Arturo Tofanelli, Il cielo di Nuova York (1955)
Laura Giuliani, L’aria e il tempo (1955)
Francesco Tentori, Diario: poesie 1947−1955 (1956)

Collezione di critica

Cesare Brandi, La fine dell’avanguardia e l’arte d’oggi (1952)
Aldo Borlenghi, L’arte di Niccolò Tommaseo (1953)
Gianandrea Gavazzeni, La morte dell’opera (1954)
Sergio Antonielli, La poesia del Pascoli (1955)

Quaderni di poesia

Giovanni Arpino, Barbaresco (1954)
Franco Fortini, Una facile allegoria (1954)
Pier Paolo Pasolini, Il canto popolare (1954)
Andrea Zanzotto, Elegia e altri versi (1954)
Umberto Bellentani, Paria (1955)
Bartolo Cattafi, Partenza da Greenwich (1955)
Lalla Romano, L’autunno (1955)
Luciano Erba, Il bel paese (1955)

Bibliografia:
F. Amatori, Storia dell'IRI. Vol 2. Il «miracolo» economico e il ruolo dell'IRI: 1949−1972, Roma−Bari, Laterza, 2013;
R. Cremante e C. Martignoni (a cura di), Un manager fra le lettere e le arti: Giuseppe Eugenio Luraghi e le Edizioni della Meridiana, Milano, Electa, 2005;
G. Morelli, Eugenio Luraghi, Rafael Alberti: corrispondenza inedita, 1947−1983, Milano, Viennepierre, 2005;
http://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe−eugenio−luraghi_(Dizionario−Biografico)/ consultato in data 2 novembre 2017

Le serie costituite propongono una netta divisione tra la corrispondenza con gli autori, la rassegna stampa e la parte amministrativa e contabile della casa editrice, in precedenza unificata.
Risultano, alla fine dei lavori, presenti ben quattro serie così strutturate:
1. Corrispondenza: sono stati costituiti 122 fascicoli relativi al carteggio con gli autori.
I fascicoli sono stati riordinati in ordine alfabetico per mittente, e le carte dalla più antica alla più recente lasciando in fondo quelle con caratteri mancanti o incerti (ad esempio data cronica e topica). Per ogni fascicolo, e quindi per ogni mittente, è stata creata una scheda in Archimista.
La scheda contiene, oltre al titolo con l’indicazione del nome del mittente, l’elenco delle lettere conservate nel fascicolo in cui si indica la data cronica, quella topica, se si tratta di documento dattiloscritto o manoscritto e i casi in cui la lettera si trova solo su carta velina.
Su tutte le lettere è stata apposta, a matita, la segnatura di provenienza, in modo da poter ricostruire l’ordinamento precedente, e quella assegnata.

2. Amministrazione: contiene 10 fascicoli relativi alla documentazione amministrativa della casa editrice.
In particolare, sono presenti registri delle pubblicazioni e degli stampati, indirizzari, tariffari, e due fascicoli relativi ai contratti stipulati con le agenzie pubblicitarie, di distribuzione, e di rassegna stampa, come l’ “Eco della Stampa”, e con gli autori che hanno pubblicato per le Edizioni della Meridiana.

3. Contabilità: contiene 5 fascicoli relativi alle fatture ricevute ed emesse, ai quaderni di carico e scarico e ai rendiconti delle vendite dei volumi della casa editrice.

4. Rassegna stampa: contiene 3 fascicoli e 2 raccoglitori con la rassegna stampa delle Edizioni della Meridiana (uno dal 1948 al 1950 e uno dal 1950 al 1957).
Per ogni raccoglitore è stata creata una scheda in Archimista che contiene l’elenco dei ritagli degli articoli presenti, i relativi autori, la testata e la data di pubblicazione.

Nel 2005 il Fondo Manoscritti organizzò presso le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia una mostra dedicata alla figura di Giuseppe Eugenio Luraghi e all’esperienza delle milanesi Edizioni della Meridiana.
Per informazioni relative alla mostra si veda il catalogo curato da Renzo Cremante e Clelia Martignoni (a cura di), Un manager fra le lettere e le arti: Giuseppe Eugenio Luraghi e le Edizioni della Meridiana, Milano, Electa, 2005;

Storia archivistica:

Notizie sul fondo
L’archivio di Giuseppe Eugenio Luraghi è conservato in parte presso il Centro manoscritti di Pavia e in parte presso l’Università Bocconi di Milano.
Il Centro manoscritti conserva “le carte culturali” donate nel 2002 dagli eredi, grazie alla mediazione del prof. Dante Isella.
Le carte “economiche” o “politiche” di Luraghi sono state invece affidate all’Istituto di Storia economica dell’Università Bocconi (con un primo versamento nel 2000, successivamente integrato da versamenti avvenuti nel 2002, 2012 e 2013).
Un’accurata ricostruzione delle modalità di versamento delle carte è presente nel twsto di Marina Luraghi (Le carte di Giuseppe E. Luraghi continuano a parlare in Un manager fra le lettere e le arti: Giuseppe Eugenio Luraghi e le Edizioni della Meridiana):

[…] Due le grandi aree tematiche in cui i materiali veramente tantissimi, sono stati divisi: da un lato le carte di segno economico e aziendale, dall’altro quelle della cultura, riguardanti l’attività di scrittore, di poeta, di editore e di artista.
Nel 2000 (con un’integrazione nel 2002) l’Istituto di Storia Economica dell’Università Bocconi, dove il papà si era laureato nel 1927, ha ricevuto le carte “economiche” […]
Nel 2002, grazie a un prezioso suggerimento del professor Dante Isella, le carte culturali sono state affidate al Fondo Manoscritti dell’Università di Pavia, dove i professori Colombo e Cremante, presidente e direttore del Fondo, le hanno accolte con particolare attenzione e interesse.

L’importante ruolo di Dante Isella è ribadito, sempre nel volume del 2005, anche dall’introduzione al Catalogo della mostra scritta da Renzo Cremante e Clelia Martignoni (Un catalogo, una mostra):

La prima notizia puntuale e amalitica sulle Edizione della Meridiana si deve a una felie iniziativa di Dante Isella , che nel 1988 consegnò alla rivista del Fondo Manoscritti “Autografo”, n. 15, una Scheda per le Edizioni della Meridiana con il catalogo delle opere stampate. […]
È stato ancora Dante Isella nel 2002 a favorire la donazione al nostro Centro, da parte degli eredi, dell’Archivio letterario di Luraghi e delle carte della Meridiana: ben ventuno faldoni, già sottoposti a laborioso e intelligente riordino dalla figlia Marina e dal genero Pablo Rossi.

Prima del presente intervento le “carte culturali” avevano una quindi consistenza di 22 faldoni e riflettevano l’organizzazione predisposte figlia Marina Luraghi e dal genero Pablo Rossi in tre sezioni:
1 – Produzione letteraria di Luraghi: 11 faldoni, caratterizzati da scritte di colore rosso sul dorso, contenenti la documentazione relativa all’attività
letteraria di Luraghi e ai suoi rapporti con editori (foto 1);
2 – Rapporti di Luraghi con artisti e letterati, compresi gli scritti di Luraghi sul pittore Portinari e su Rafael Alberti: 6 faldoni, caratterizzati da scritte di colore blu sul dorso (foto 2);
3 – Edizioni della Meridiana: 5 faldoni, caratterizzati da scritte di colore verde sul dorso, contenenti la corrispondenza con gli autori e quella a essi relativa (foto 3)
La documentazione conservata dal Centro manoscritti di Pavia disponeva di un elenco di consistenza redatto da Nicoletta Trotta e pubblicato nel citato volume “Un manager fra le lettere e le arti: Giuseppe Eugenio Luraghi e le Edizioni della Meridiana”, curato da Renzo Cremante e Clelia Martignoni e pubblicato nel 2005 da Electa (l’elenco viene allegato in calce al presente strumento di corredo).

L’organizzazione in tre sezioni, riferita a tre diversi aspetti dell’attività intellettuale di Luraghi (autore, editore e intellettuale), si presentava come abbastanza peculiare, anche se poneva alcuni problemi soprattutto per l’organizzazione della corrispondenza.
In numerosi casi infatti la corrispondenza contenuta nella seconda serie (Rapporti di Luraghi con
artisti e letterati) vedeva una sovrapposizione di mittenti con la terza serie (Edizioni della Meridiana): era il caso, per esempio, dei fascicoli di Leonardo Sinisgalli, Renzo Biason, Sergio Solmi, Bartolo Cattafi, Gabriele Mucchi e altri.
L’organizzazione delle carte da parte degli eredi, che presumibilmente mutuava e in parte recuperava qualche forma di organizzazione di Luraghi (sebbene Marina Luraghi parli di carte conservate nel “personale disordine e con una logica che però ignoravamo”) ha suggerito di mantenere inalterata la suddivisione concettuale dell’archivio in Corrispondenza con letterati e artisti, Produzione letteraria di Luraghi e Carte della Meridiana.
In molti fascicoli Luraghi, con il suo stile di lavoro per “accumulazione”, ha collocato, oltre alle lettere ricevute o inviate, anche materiale diverso afferente al corrispondente.
I fascicoli dei corrispondenti dunque erano costruiti spesso “per pertinenza” a una persona o a un ente piuttosto che in base agli elementi formali (mittente o destinatario); come capita frequentemente in molti archivi di persona, molti fascicoli contengono materiale anche documentario di diverso genere: disegni con dedica, curricula, poesie, scritti del corrispondente, scritti sul corrispondente di altri autori, lettere di altri indirizzate a Luraghi (o a lui girate) riguardanti il corrispondente, articoli di giornale, traduzioni, scritti di Luraghi, etc.
Un caso particolare riguarda due artisti nei cui confronti Luraghi ebbe un ruolo di profonda amicizia e delle cui opere fu promotore: Rafael Alberti e Candido Portinari.
La corrispondenza relativa a questi due personaggi (sia lettere di Alberti che di Portinari), ma anche di terzi a cui Luraghi scriveva dei due artisti, era conservata separatamente.
Un’organizzazione similare è stata rinvenuta per quando riguarda la corrispondenza relativa alle opere di Giuseppe Eugenio Luraghi che, come capita spesso, era conservata insieme ai dattiloscritti e manoscritti relativi a ciascuna pubblicazione.
Le carte relative alle Edizioni della Meridiana costituiscono invece quasi un “archivio editoriale aggregato” alle carte Luraghi.
Come spiegato più approfonditamente nelle pagine successive relative alla casa editrice, le Edizioni della Meridiana erano incentrate sull’attività “manageriale” di Luraghi, affiancato dalla sorella Teresa, ma di fatto coinvolgevano una serie di persone che negli anni della breve esistenza della Meridiana formarono una sorta di redazione diffua (composta appunto da Giuseppe Eugenio Luraghi e dagli amici Angelo e Aldo Guazzoni, Leonardo Sinisgalli, Sergio Solmi, Vittorio Sereni e Gabriele Mucchi, oltre che da Teresa Luraghi).
Parte della corrispondenza era quindi indirizzata, oltre che a Luraghi, a Teresa, piuttosto che a Sereni o a Sinisgalli o, semplicemente, a Redazione.
In definitiva la corrispondenza di Luraghi era classificata secondo i propri interessi (pittorici, letterari), secondo le proprie amicizie o passioni più profonde (Rafael Alberti e Candido Portinari), secondo la propria attività letteraria (scritti) o editoriale (Edizioni della Meridiana).

Lingua della documentazione:

  • ita
  • eng
  • por

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Progetti

Fonti

  • Storia dell'IRI = Franco Amatori, Storia dell'IRI. Vol 2. Il «miracolo» economico e il ruolo dell'IRI: 1949-1972, Laterza, 2013
  • Luraghi. L’uomo che inventò la Giulietta = Rinaldo Gianola, Luraghi. L’uomo che inventò la Giulietta, Dalai Editore, 2000
  • Eugenio Luraghi, Rafael Alberti: corrispondenza inedita, 1947-1983, = Gabriele Morelli, Eugenio Luraghi, Rafael Alberti: corrispondenza inedita, 1947-1983, Viennepierre, 2005
  • Una sfida al capitalismo: Giuseppe Luraghi = Daniele Pozzi, Una sfida al capitalismo: Giuseppe Luraghi, Marsilio Editore, 2012
  • Giuseppe Eugenio Luraghi e Giovanni Pirelli, due amici tra vocazioni re scelte di vita = Pablo Rossi Doria, Giuseppe Eugenio Luraghi e Giovanni Pirelli, due amici tra vocazioni re scelte di vita, Mimesis Edizioni, 2016
  • Cremante, Martignoni 2005 = Un manager fra le lettere e le arti: Giuseppe Eugenio Luraghi e le Edizioni della Meridiana, a cura di Renzo Cremante e Clelia Martignoni, Milano, Electa, 2005.
  • Luraghi, Alberti 2005 = Eugenio Luraghi - Alberti. Corrispondenza inedita (1947-1983), a cura di Gabriele Morelli, Viennepierre, Milano 2005.
  • MICA000912 = Elenco materiali Luraghi
  • MICA000A17 = Trotta, Il Fondo Giuseppe Eugenio Luraghi nel Centro Manoscritti di Pavia, 2005

Compilatori

  • Inserimento dati: Gabriele Locatelli (Archivista) - Data intervento: 02 novembre 2017